CONTRIBUTI BARRIERE ARCHITETTONICHE 2024

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDE 01 MARZO 2024

Data di pubblicazione:
15 Febbraio 2024
CONTRIBUTI BARRIERE ARCHITETTONICHE 2024

Domanda del cittadino per la partecipazione al bando comunale

La richiesta di contributo deve essere presentata in bollo dal portatore di disabilità (richiedente) al Comune in cui è sito l’immobile, utilizzando il modello reso a disposizione dal Comune e predisposto secondo il fac simile allegato al presente Bando (Allegato 1).
Alla domanda devono essere allegati:
a) Il certificato medico, in carta semplice, redatto e sottoscritto da qualsiasi medico, che attesti l'handicap del richiedente, precisando da quali patologie dipenda e quali obiettive difficoltà alla mobilità ne discendano, con specificazione, ove occorra, che l'handicap si concreta in una menomazione o limitazione funzionale permanente. Le difficoltà sono definite in astratto e non necessariamente con riferimento all'immobile ove risiede il richiedente.
a1) Qualora il richiedente si trovi nella condizione di portatore di disabilità riconosciuto invalido totalecon difficoltà di deambulazione dalla competente Azienda sanitaria locale, ove voglia avvalersi della precedenza prevista dal comma 4 dell'art. 10 della L. n. 13/1989, deve allegare anche la relativa certificazione (anche in fotocopia autenticata). La presentazione di tale certificazione rende non obbligatoria quella di cui alla lettera a).
b) La dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio, utilizzando il modello reso disponibile dal Comune e predisposto secondo il fac simile allegato al presente Bando (Allegato 2), la quale deve specificare l'ubicazione dell'immobile ove risiede il richiedente e quello su cui si vuole intervenire, con indicazione del Comune, della via o piazza e del numero civico, nonché del piano e dell'interno, qualora si tratti di appartamento che occupi una porzione dell'immobile. Devono, inoltre, essere descritti succintamente gli ostacoli alla mobilità correlati all'esistenza di barriere o all’assenza di segnalazioni. L'interessato deve, inoltre, dichiarare che le opere non sono già esistenti o in corso di esecuzione. Deve, altresì, dichiarare se per le medesime opere gli siano stati concessi altri contributi e se per il medesimo alloggio siano già stati erogati i contributi di cui alla Legge n. 13/1989.La dichiarazione sostitutiva deve, altresì contendere l’indicazione del valore ISEE del nucleo familiare del richiedente riferito all’anno in cui scade il termine per la presentazione dell’istanza, qualora il richiedente intenda partecipare alla ripartizione delle risorse integrative (Graduatoria C, di cui all’art. 5). Nei casi previsti dalla legge può farsi riferimento all’ISEE corrente. Inoltre, sempre ai fini della partecipazione alla ripartizione delle risorse di cui alla graduatoria C, nella dichiarazione sostitutiva occorre indicare il numero di disabili al 100% con difficoltà alla deambulazione che usufruiscono dei benefici dell’intervento e il numero di disabili con difficoltà alla deambulazione con disabilità non al 100% che usufruiscono dei benefici dell’intervento

Soggetti che possono presentare la domanda al Comune

Possono presentare domanda i portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, ivi compresa la cecità, (o chi ne esercita la cura e tutela o la potestà) che hanno la residenza anagrafica nonché la dimora abituale nell’immobile per il quale richiedono il contributo o l’abituale e stabile dimora presso centri o istituti residenziali pubblici o privati per l’assistenza dei disabili. Il disabile, potrà trasferire la propria residenza anagrafica entro 6 mesi dalla data di ultimazione dei lavori presso l’alloggio oggetto degli interventi per cui è richiesto il contributo. Il Comune eroga il contributo al momento della conclusione della procedura di trasferimento della residenza da parte dell'ufficio anagrafe. Nel caso in cui più portatori di disabilità usufruissero dei benefici dell’intervento, dovrà essere presentata un’unica domanda con l’indicazione di tutti i nominativi, in quanto può essere concesso un solo contributo per la medesima tipologia di intervento sul medesimo alloggio. Non possono presentare domanda i soggetti che siano residenti o domiciliati in alloggi di proprietà pubblica, ad esempio alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale o dell’Azienda regionale per l’Edilizia Abitativa (AREA).
Ha diritto al contributo (Beneficiario) colui che è onerato dalle spese per la realizzazione dell’opera, il quale può coincidere con il soggetto portatore di disabilità che presenta la domanda (Richiedente), qualora quest’ultimo provveda a proprie spese. Il Beneficiario deve sottoscrivere la domanda unitamente al Richiedente. Tra i Beneficiari si citano, a titolo esemplificativo: coloro che abbiano a carico ai sensi di legge il portatore di disabilità; il condominio o il proprietario dell’immobile ove risiede il portatore di disabilità.

Edifici per i quali può essere richiesto il contributo

Il contributo può essere richiesto per gli edifici privati costruiti o integralmente recuperati sulla base di un progetto presentato prima della data dell'11 agosto 1989 (“Edifici Ante 1989”) e, limitatamente agli interventi conseguenti all'adattabilità di cui all'articolo 2, lettera i), del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, per gli edifici privati costruiti o integralmente recuperati sulla base di un progetto presentato dopo la medesima data (“Edifici Post 1989”). Fanno parte degli “Edifici Ante 1989” ammissibili a contributo gli immobili destinati a centri o istituti residenziali pubblici e privati per l’assistenza ai disabili.

Tipologie d’interventi per cui può essere richiesto il contributo

Il contributo può essere concesso per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche e per interventi che sono strettamente connessi al tipo di handicap comprovato da apposita certificazione medica. Qualora non risulti materialmente o giuridicamente possibile la realizzazione delle opere di modifica dell’immobile, i contributi possono essere concessi anche per l’acquisto di beni mobili che, per caratteristiche funzionali, risultino strettamente idonei al raggiungimento dei medesimi fini che si sarebbero perseguiti con l’opera non realizzabile (punto 4.9 della Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 1669 del 22 giugno 1989).
Rientrano in tale fattispecie, per esempio, i sistemi di sollevamento del disabile per il posizionamento nella vasca da bagno o nel letto, qualora non forniti dal servizio sanitario nazionale. Sono altresì ammessi gli interventi di domotica. Il contributo può essere concesso sia per opere da realizzare su parti comuni dell’edificio, sia su immobili o porzioni degli stessi in esclusiva proprietà o godimento al portatore di disabilità (appartamento condotto in locazione ove il portatore di disabilità risieda).
Qualora l’intervento di rimozione dell’ostacolo non sia economicamente o funzionalmente efficiente è ammissibile il finanziamento di opere per l’adeguamento di altri spazi abitativi per l’esigenza del disabile. Rientra in tale fattispecie, ad esempio, la trasformazione di un ambiente al primo piano in un servizio igienico, qualora quello esistente, trovandosi ad un piano superiore, richiederebbe, sulla base della valutazione dell’ufficio tecnico comunale, degli interventi di adeguamento dei percorsi verticali meno
efficienti ed efficaci.
È ammissibile un ampliamento dell’edificio esistente qualora non sia tecnicamente possibile adattare lo spazio edificato esistente alle esigenze di una persona con limitazioni motorie e/o sensoriali.
In un condominio sono ammissibili le spese per l’installazione di un ascensore, a prescindere dal piano ove è localizzato il disabile.
Le spese tecniche (progettazione, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza, ecc.) e l’IVA riconosciuta per legge concorrono nella determinazione della spesa ammissibile ai fini del calcolo del contributo.
Gli interventi ammissibili sono quelli definiti dal DM 236/1989. Eventuali chiarimenti tecnici relativi alla compatibilità dell’intervento con le disposizioni di cui al suddetto decreto, dovranno essere rivolte all’organo che ha emesso il decreto medesimo, ossia il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità
Sostenibili, in quanto unico organo competente a rilasciare pareri in materia.
Il contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche può essere richiesto una sola volta per la medesima opera nel medesimo edificio/alloggio. Fanno eccezione: la sostituzione di macchinari (esempio: servoscala) che sono stati installati da oltre dieci anni o di ascensori installati da oltre venti anni, qualora non siano più riparabili. Tale condizione dovrà essere accertata dal Comune.
È possibile, anche nella stessa annualità, presentare una domanda di contributo per opere esterne (tipologia A) ed una domanda per opere interne all’alloggio (tipologia B) mediante due istanze separate.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, si riportano nel seguente elenco gli interventi finanziabili relativi alla tipologia A (opere esterne all’alloggio):
a. Adeguamento murario ed eventuale sostituzione di porte di accesso all’immobile (esempio portoncino di ingresso al palazzo o dell’autorimessa).
b. Rampe di accesso.
c. Fornitura e Installazione di servoscala, ascensore, montascale, piattaforma elevatrice, carrozzelle elettriche per collegare percorsi verticali esterni all’alloggio. La carrozzella elettrica montascale (scoiattolo) è finanziabile qualora vi sia l’impossibilità tecnica d’installare altri mezzi per il superamento delle barriere architettoniche e nel caso in cui l’ASL dichiari di non poterla fornire.
d. Adeguamento dei percorsi esterni di pertinenza dell’edificio con l’utilizzo di materiali in conformità alle prescrizioni tecnico normative.
e. Adeguamento degli spazi carrabili, compresa la copertura, solo se lo spazio del parcheggio è a norma.
f. Meccanismi di apertura e chiusura porte e cancelli.

g. Installazione di dispositivi di segnalazione per favorire l’accesso all’alloggio dei non vedenti.
h. Acquisto di bene mobile idoneo al raggiungimento del medesimo fine essendo l’opera perl’accesso alloggio non realizzabile per impedimenti tecnici o giuridici.
A titolo esemplificativo e non esaustivo, si riportano nel seguente elenco gli interventi finanziabili relativi alla tipologia B (opere interne all’alloggio):
a. Adeguamento di spazi interni all’alloggio (bagno, cucina, camere, ecc.);
b. Adeguamento con eventuale sostituzione della porta/infisso (compresa la porta di ingresso all’alloggio).
c. Adeguamento dei pavimenti con materiali idonei.
d. Motorizzazione delle tapparelle.
e. Abbassamento di quota dei mobili in corrispondenza della zona lavello e del piano cottura in cucina.
f. Spostamento del terminale degli impianti.
g. Sostituzione sanitari (wc, bidet, piatto doccia a raso pavimento o vasca da bagno con sportello e relativa rubinetteria), maniglioni, eventuale adeguamento murario e relativa finitura con piastrelle.
h. Adeguamento dei dislivelli e della pavimentazione di balconi e terrazze con materiali idonei;
i. Adeguamento dei percorsi orizzontali e verticali interni all’alloggio con relativo adeguamento murario compresa l’installazione di corrimano.
j. Accensione luci e apertura porte con sensore, videocitofono.
k. Fornitura e Installazione di servoscala, montascale, piattaforma elevatrice, carrozzelle elettriche per collegare percorsi verticali all’interno dell’alloggio. La carrozzella elettrica montascale (scoiattolo) è finanziabile qualora vi sia l’impossibilità tecnica d’installare altri mezzi per il superamento delle barriere architettoniche e nel caso in cui l’ASL dichiari di non poterla fornire

Ultimo aggiornamento

Giovedi 15 Febbraio 2024